Composizioni audiovisive

Spettacolo teatrale
“I micromondi di Gianni Rodari”

Nel 2015 il Conservatorio Tartini ha organizzato un evento teatrale ispirato alle favole di Gianni Rodari a cui hanno partecipato gli studenti, ciascuno con due favole. Il progetto prevedeva la realizzazione di una composizione audiovisiva organizzata su tre schermi, la musica elettronica e la musica strumentale. Durante lo spettacolo due attori interpetavano la favola ed un pianista eseguiva la musica.

Nel video i tre schermi sono accorpati, la favola è recitata da Claudia Grimaz e le inserzioni pianistiche sono realizzate da me.

Il sole e la nuvola

Scimmie in viaggio

Composizioni realizzate durante gli studi al Conservatorio Tartini

Al Basilisc

La composizione è una favola sonora illustrata. Partendo dal racconto per bambini “Il basilisco” di Rosanna Paroni Bertoja (edizione Circolo Menocchio di Montereale Valcellina), letto dall’attrice Claudia Grimaz, nella versione in lingua friulana, la narrazione passa dalle parole, che introducono l’opera, ai suoni nati dall’elaborazione elettroacustica delle parole del racconto. Il racconto originale viene dunque trasformato e le parole come in abile gioco di prestigio si condensano in un paesaggio sonoro. L’ascoltatore viene condotto in un paesaggio ignoto e non codificato dalle proprie esperienze e ciò suscita volutamente un’atmosfera di attesa e di tensione in cui la presenza del personaggio fantastico del basilisco è evocata attraverso i suoni: sussurri, sibili, brontolii, frullii, scoppi, fischi, soffi, cinguettii, scricchilii. Non ci sono riferimenti noti; solo in certi istanti le parole riemergono dagli abissi delle eleborazioni come onde che sospingono l’ascoltatore a spiaggie più conosciute e rassicuranti. La sua presenza è scandita anche dalle trasformazioni delle immagini (cromatismi, transizioni, effetti di trasformazione): il paesaggio friulano – il fiume Natisone, il parco rurale Alture di Pollazzo, i campi coltivati di colza – si trasforma e si anima di un’aura incantata. C’è il basilisco! E’ l’artista fuori scena che scandisce il ritmo dell’audio-visione. § Secondo Rosario Assunto il paesaggio è la forma che diamo all’ambiente e «nell’ambiente c’è il territorio, con in più la vita, la storia, la cultura» . Convinta che la narrazione è il passaggio necessario per elaborare la percezione che ciascuno di noi fa della realtà attraverso i propri sensi ho voluto esplorare l’ambiente friulano non solo negli aspetti naturali ma anche in quelli rurali perché l’agricoltura è uno dei principali attori che dà forma al paesaggio. L’arte ha la capacità di sublimare la realtà; in quest’opera ho optato per elaborozioni che mantenessero un alto livello di leggibilità dell’immagine per trasmettere la bellezza che ho percepito nell’ambiente ( inteso secondo la definizione di J. Gibson «La parola ambiente sta per ciò che circonda quegli organismi che percepiscono e hanno dei comportamenti» ) e per rendere merito all’impegno della famiglia Samsa che da generazioni è legata alla pastorizia ed all’allevamento nella landa carsica (parco rurale Alture di Pollazzo). Luciano Berio, nel 1968, si auspicava che presso la Radiotelevisione Italiana si potesse istituire un centro di studi etnografici «per promuovere ricerche, non rivolte alla perpetua e snobistica glorificazione del passato, ma a un’analisi antropologica, sociologica, psicologica e linguistica (la letteratura, le arti grafiche e la musica popolare ne costituiscono la sublimazione più significativa e complessa) di una particolare realtà culturale. » e che tale programma di ricerca in un secondo livello evolutivo si indirizzasse allo studio dei dialetti. Sulla scia delle opere elettroacustiche realizzate da Luciano Berio nello studio della fonologia della RAI di Milano della voce di Cathy Berberian su nastro magnetico (in particolare “Thema (Omaggio a Joyce)” – 1958) ho voluto quindi esplorare le possibilità offerte dagli attuali software di elaborazione audio e attraverso l’elaborazione elettroacustica trasformare le parole della lingua friulana affinchè divenissero oggetti sonori autonomi, o meglio, non facilmente riconducibili, nella maggior parte dei casi, agli oggetti sonori da cui li avevo generati. La composizione è un paesaggio sonoro inteso nel senso di Murray Shafer ovvero di “eventi uditi”, citando sempre il compositore «dalle arti – ed in particolare dalla musica – apprendiamo come l’uomo possa creare dei paesaggi sonori ideali, per un’altra vita, quella dell’immaginazione e dell’universo psichico.» ma non solo perché lo stesso compositore si pone questo interrogativo più che mai attuale «il paesaggio sonoro del mondo è una composizione indeterminata sulla quale non possediamo alcuna possibilità di controllo, oppure ne siamo noi stessi i compositori e gli esecutori, siamo noi i responsabili della sua forma e della sua bellezza? ».

Visione schizofrenica

Una musica serrata e incalzante insieme a sequenze “video-pittoriche” per evocare il malessere, l’instabilità, l’angoscia, lo spaesamento di una persona schizofrenica. Mi muovo sul confine fra conscio e inconscio.

Omaggio a Depero

L’opera è un omaggio ad uno dei maestri più amati: Fortunato Depero con il quadro “Treno che nasce dal sole”. Gli elementi caratteristici dell’opera vengono liberamente interpretati attraverso il linguaggio del video cercando di mantenere una coerenza con i tratti caratteristici del movimento futurista. La ricerca nel campo sonoro prosegue sperimentando intrecci complessi fra oggetti sonori appartenenti al mondo reale e quindi facilmente identificabili dall’ascoltatore e suoni fantastici nati da elaborazioni successive.

Infinito femminile

Come vedo l’universo femminile? Mi racconto in un caleidoscopio di suggerimenti suscitati dalla natura, dalle poesie di Tagore, dalle donne del mondo della lirica, dai salmi, attraverso i miei disegni.

Capriccio

Il video è ispirato al tema del vicino-lontano e fronte-retro.

Il viaggio

Sulla musica di Ligeti ho composto l’animazione rielaborando le mie fotografie e disegni. E’ la prima opera e mi piace tenerne traccia.